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la poesia
Al nord III: I. fucile e tenerezza, tenerezza.
1. stradello
Erba del prato cilestre
dall’humus cresciamo.
Mente chiara
portami a compimento
il cammino tuo cuore,
il tuo libero agire
noi, creature fedeli
al fraterno destino.
Alberi del bosco
alla luce tendiamo;
le capre ci brucano,
gli uccelli ci abitano.
2. rovescio della trama
Sempre la stessa vita amara,
l'ambizione lo divora.
Io sono - bravobuono e giusto e bello
perché io sono eterno,
si pavoneggia fra le margherite
narciso; e frulla il merlo
dalla farfara sotto la briglia
e la morte ci abbraccia
mia piccola capinera;
e tu, verde padano
dove timido sole germoglia
la primavera, chi sei tu?
chiede il pettirosso all'aria
della sera, e imbruna.
3. paesaggio
Ora neppure nulla, un suono
solamente un suono
il passo stanco del
cavallo,
la polverosa strada.
Le briglie abbandonate
un passo dopo l'altro non io
sa un'amara
grande come mare
dolceondulata senza fine morte
prateria.
4. mare
Questo è il mare.
Nera la chiglia, bianche le vele,
vola lo scafo sul mare:
le vele che prendono i venti
pendono da alberi morti,
e non cambia la rotta
né cambiano i venti ma i nomi
come tanti reami sono ognuno per sé
e ricchezza dell'unico impero:
la mano della morte ha il timone,
questo é il mare.
5. taverna a Tom Waits
Bourbon e sigarette orientali
per marinai a terra,
nell'osteria nessuno
e voce rotta di violino;
il suonatore strimpella al piano;
la cassiera si pettina
allo specchio;
la nave alla fonda nella rada
e marinai per vicoli ciechi, cani
randagi sotto la pioggia.
Nella cucina luce che si spegne.
6. pianura
Passata mezzanotte.Nera la terra, semplice
mente nera;
nero il cielo, e la città tace.
Nella strada non passa più nessuno;
ma la finestra di Lucia
ormai come una lucciola,
un lumicino,
la brace di una sigaretta
spenta
lungo quel grigio muro.
7. scricciolo
Sono un cieco,
ma pur di vederti cerco spiragli,
fessure, dove posso:
chi è padrone dell'aria che respiro?
Su questo lato della strada
non ci batte il sole,
ma s'ode una terra - che respira:
vedere te è l'aria che respiro.
8. d'io
Guardo me e vedo te.
La vita nuova inizia.
La mattina all’alba
io sorgo
dal far del tramonto
scricciolo sul ginepro
iniziato al mistero
di me.
Meglio vivo che morto,
la tramontana
attraverso i miei monti.
Guardo te e vedo me.
9. terra
Nera nera nera,
nera è la mia terra
sorriso sulle labbra
e morte in cuore...
è fatta di natura e di lavoro
dove non è città
se non c'è amore.
Terribile il silenzio
della strada,
i passeri tremano dal freddo.
10. tramontana
Trovatore è trovare me
aperto e chiuso.
Una dopo l'altra batte le ore
il tempo; ad una ad una
le porte le spalanca;
giù per la nera scala
da cima a fondo
gira la buia casa il vento;
la tramontana è l'
ultima stanza,
scompiglia i capelli di Lucia
e la finestra se la porta via.
11. zucchina
Mi comanda il cuore:
sono alla testa di me,
radice a cui appartiene
il segreto che è in me
tramontana,
vento e voce d’amore.
12. filo
Filando dal nulla
mentre vivo in te
da dove vengo muoio,
scorrendo ritorno
e il mare attraverso.
Così mi aspetta
ciò che non sono
e mentre muoio in te
l’attimo di me vivo
filo dal nulla
e il cammino procedo.
Nel futuro ritorno.
13. ponte
Mi contemplo, vedo un morto.
Dei sogni di ricchezza?
Io? niente;
solo una vita
ed anche quella non è più la mia.
Ti voglio sempre più;
ma chi ti sa
costante amichevole paziente
fidata onesta
sincera gentile e laboriosa?:
io non sono mio
e sono come morto
se mi manchi te;
e pensare quanto poco sei
tenerezza mi coglie.
14. rugiada
Mi comanda il cuore:
ti vedo
e non vedo più io.
Morto
io, presente e vivo.
15. diamante
Guardo te, vedo me.
In pegno di fede, segno
di me presente e vivo:
vita mia,
non c'è altra strada per me
al di fuori di te,
per te al di fuori di me.
Solitario,
la trasparenza indomabile
che indovina attraverso,
guardo me e vedo te,
sentiero appartato per noi,
luce d'amore.
16. torre
Indomabile agire
fare noi me e te, amore.
Vento che mi trovi soffiando
attraverso i miei monti:
tu sei una, sola
e non ce ne sono altre:
la campana della morte
non conosce tregua.
L’unica vita che borbotta
sono fagioli,
sono fratelli
d’una terra che li cresce
e d’una voce che li parla:
chi comanda amore?
voce che mi scopro seguire
dal profondo del cuore,
indomabile fare.
17. marzo a Valeria
Mente libera, chiara.
Silenzio: nevica
petali di ciliegio
sul pendio del cuore,
Le mie parole ascoltano
il dio della guerra:
non contro ma per,
la tua voce divina
tenerissimo amore.
Rofelle, 02/09/95
18. fagiolo
Cuore mio,
vita mia
in me presente e viva,
per me non c'è altro cielo
che non sia la mia terra,
vita mia
in te presente e viva.
19. scarabattola
Verga di nòcciolo
e radice di quercia,
me e te presenti e vivi.
Campetto.
Nessuno finalmente tace,
faro sul mare la montagna tace
un crisantemo
pioggia di luce chiara:
dopo un'intera notte con te
benvenuta è la morte.
20. lumaca
Chiocciole, lumache ed
anche gli sfrattati, i lumaconi
- case per andare
strade per rimanere,
quasi non li vedi, se non li pesti;
e loro non vanno da nessuna parte
sui muri
sull'erba rugiadosa
sotto la nera ombra
sotto l'azzurra pioggia,
sulla terra che sembra - morta.
21. verga
Bianca neve
e il suo principe azzurro
- giovinezza fiorente,
imperitura,
né troppo né troppo poco.
Un passo, il giusto,
Cenerentola,
ramo flessibile, verga
e germoglio.
22. paesaggio
Melo di bosco e nespolo.
Pensare libero cuore.
Anima mia.
La legna nel focolare borbotta:
portare a compimento
una vita, morire,
fare per rinascere fiamma
che sprigiona dalla pace nel cuore.
Agire libera mente.
Un tavolo con frutta d’autunno.
Novembrino.
23. zoppo
Un passo dopo l'altro
non volo, cammino.
Ponticello eterno,
arcobaleno.
La morte è perfetta;
così ora fra le mani
la strada è fiam-
ma di candela,
fuocherello.
Parola dopo parola
non salgo e non scendo,
solo verso di me,
cammino. Sono d’io,
a passo d’uomo cammino.
24. passo
Petalo di neve
che s’adagia sul prato
sempre uguale, sempre diverso
cammino
pratica mente perfetto
nell’ascolto del cuore.
Ora più non sono
più o meno ma sempre solo
un passo sulla strada
polverosa,
la luce dell’ultima finestra
che mostra la più
cenerentola
di tutte le cenerentole
che più non dispera.
Ho vera fede in me.
Ora la musica è un’altra:
un uomo è sempre uguale,
diviene sempre diverso.
25. antenati
Flauto che canti la voce
nel folto del bosco,
voi che la strada aprite
e quanto da voi
lontano
(da lei lontano)
lo misurate,
lanterne ruderi
d’un giorno
prossimo a spegnersi,
stelle,
nella notte
sulla nera ombra cammino
un ginepro una capra
la più verde collina.
26. finestra
Pietra di piramide
o albero della foresta?
Nero l'uomo che cammina
sulla sua ombra nera;
porta sulle spalle la sua casa,
ancora non è nato
una chiara finestra
ragione del cuore:
spegnere completamente la luce,
dinamitare il muro,
piegare la strada al
celeste fare del cuore.
27. crinale
Ombra nera che avanzi,
non è vita viva il silenzio.
Dov’è differenza?
Dentro nera pioggia,
fuori nera pioggia
come se il tempo fosse solo
nera pioggia.
Dove sono case strade
campi, paesaggi e città
dove vivano uomini?
Io sono morto, radicato
su una terra viva.
L’ascolto, la odo, respira.
28. ombra
Certa è la meta
presente passata futura.
Da qui ancora
e ancora e mille volte ancora
ripartire;
e l'oro buttarselo alle spalle
in mare, e poi via grate
cifre e casseforti
e liberare i cani alla catena,
poi pane per quanto possano
mani da lavoro
e comunque non ali,
perché una vita vuole un uomo
un uomo una vita.
29. luce
Le ragioni del cuore mi snodano
sentiero nel bosco:
cammino in me
e qui Ettore è vivo
e con noi ancora cammina
mentre sull'ombra lunga del tramonto
il fiume della vita
verso l'alba cammina.
Per amore.
Il sentiero è erba per capre.
Cenerentola ora mi spera.
30. cenere
Vivo senza di te
vivo da morto una vita:
altroché freddi come il marmo
i tuoi chiari capelli!
fuoco, e poi ancora: fuoco,
una tempesta di neve di fuoco
i tuoi azzurri capelli:
cenerentola, sei il
cuore del vomere, una vita.
31. incontro
Come la nera pioggia finì
il treno entrò in stazione.
Un fuggi fuggi,
era la terra che tremava
nella zona d'at-
trito di zolle tettoniche;
e lei là, ferma, immobile
fra nuvole di polvere,
così pallida da sembrare morta,
ad aspettarmi.
Non sono, esisto
sempre diverso, uguale.
32. gramigna
Ti vedo, e tu ci sei.
Per sempre te sarai.
Creare dalla radice,
generare
ciò che fu, è e sarà
la strada che serpeggia
oltre passando,
la più sublime delle vite,
la più tenera delle morti.
Ti vedo ed io ci sono
mela di bosco;
giuggiola,
per sempre me sarai.
33. prato
Uno unico, una sola volta
per sempre io sarò.
Mani che cercate un suono vero,
treni ed autostrade? Niente.
Ma solo un uomo porta
dove oltre vanno
strade per
macchie nere calanchi
campi d’erba grano
colli vento cielo terso.
Qui una voce
parla nel silenzio e
strada siete voi, mani
che seguite un suono onesto.
Per sempre io sarò
dove te e me sarai.
Bologna non si vede
neppure lontana, sullo sfondo.
34. il giusto
Superbo e presuntuoso,
il muro.
Punto:
presume perché ingordo,
e troppo vuole
e nulla stringe.
A capo:
quello che basta
ad una vita, il giusto.
35. radice
L’ombra della radice
ti torco, ti ritorco
e ti in canestro mia luce
oltre il silenzio voce, strada,
vita che un albero cresce
fare del cuore.
Un uomo sentiero cuneo
nella fessura del diafano verde
si vede strada d’amore;
schiara la notte;
ti streccio, intreccio e inghirlando
sole strada vita.
36. aratro
Ti guardo negli occhi
e tremo:
non serve per nulla
morire:
novembre semina
e maggio raccoglie:
ti ascolto nel cuore
e vivo la voce,
il buono.
37. probo
Cresce con favore il probo,
mente ottima
pulita, precisa e certa,
una stella
che sorge
cresce e tramonta
cuore sublime
perché fra dentro e fuori
in lui non c'è differenza,
il bello.
38. ginepro
Una terra cresce un albero
e il ginepro la sua.
Perché dovrei volere
diversa una vita?,
dal nulla si crea la terra
dove nascere, crescere,
vivere e poi
con la pace nel cuore
morire: la trama non si vede,
s'indovina,
si mostra nell'ordito
della tessuta bene tela.
Un albero cresce una terra
e il ginepro la sua.
39. ode al ginepro a Roberto Roversi
Il ginepro è un albero utile
agli uccelli più
piccoli, ai poveri.
Nel ginepro nidifica il passero
il merlo il
pettirosso la capinera
lo scricciolo, l'usignolo cortese
e il cardellino
che è piccolo come lo
scricciolo ma ha le ali giallo
sole del crepuscolo
e nero nero,
nero come il carbone del-
l'incendio spento del mare.
Ode al ginepro,
l'albero fiero di essere utile
ai più piccoli, ai poveri.
40. frottola
Se vedi una spia, uccidila.
Nevica.
Mente di daino ed agili garretti
di capriolo,
il tempo mi nevica il filo
della candida lana
e giù dalla zucca mi scorre
intrecciato da molte sorgenti
il fosso che è in me:
le mie calze a braca
me le ha fatte la zia mea.
Nevica.
41. la muta
Ciò che so di me
sono i tuoi occhi a dirmelo,
con altri non parlo.
Ma tu ricordi ancora come tacevi
più che silenziosa, muta?
Io la menavo a voce alta:
noi due uno solo,
e c'era nessuno alla finestra;
e tu fissavi imbarazzata
il nero asfalto, da là,
dal fondo,
come tu vedessi ancora due
da dietro l'angolo, e tu
non lo vedi a mezzo il vero.
42. cani
Anche qui, oltre il muro,
nel poco di terra che
ora si allarga
ora si restringe
(un filo d’erba oltre il muro?)
l’eco dei latrati dei cani
dell'impero, le guardie prezzolate.
Che altra vita?
Che importa soli?
Cambia,
per quanto è un filo d’erba
oltre il muro;
e voi tacete
per quanto qui è un cimitero.
43. nevica
Cenerentola,
io sono il tuo principe azzurro.
Bianca neve,
adagi silenziosa
una candida coltre
sulla terra che dorme
e il vento che ora soffia ed ora tace
è la voce.
44. a Vittorio Sereni
Né orgogliosa né umile
sotto l'azzurra pioggia, una
con sulle labbra il cuore.
Anche le parole sono cose,
se ne va fra la gente vestita.
Un sentiero ormai abbandonato?
Onesta impudicizia?
Veronica cammina triste e sola
su questi colli;
grigia d'inesistenza oltre il mare
tutta la pianura.
45. celeste collina A Stefano Delfiore
Quando l'istinto mi dice:
“Non pensare, uccidi”,
agile garretto di capriolo
il colpo dell'otturatore:
vivo, oltre la morte;
l'acqua cade dalla briglia
dell'amicizia fraterna.
Prima cibo per vermi
e dopo concime per terra;
per sempre risorgiamo,
per sempre noi siamo.
46. il Marecchia
Quando nasco su nella zucca
muoio perché sono vissuto.
Cuore mio, me e te,
punto a me inaccessibile
in cui io vivo
tiene desto il coraggio di me,
l'acqua che dalla sorgente
delle nubi mi scorre ...
cuore mio,
dalla porta di quale amarezza
scorre la gioia di vivere?,
la valle dell'aspro Marecchia
da su, dalla zucca,
ritornando dal mare serpeggia.
47. scarabattola
Morte dolce
per sole e per neve: ogn'uno
fa quello che è.
E’ il cuore che sa,
è il fare che vede,
è la mente che guida
il sentiero che è in me
me e te, un ginepro
ed una foresta ogn’uno
mio splendido amore.
48. dicembre
Tace il grillo canterino
e tace l'usignolo;
il pino ha perduto le sue foglie
ed una coltre la campagna arata.
Spaurito sugli alberi morti
il cardellino:
nevicherà? germoglierà la terra?
sarà un deserto primavera?
Quando la luce dell'ombra è crepuscolo
sulla pianura,
timidi saltellano fra le foglie
il pettirosso - e la capinera.
49. filo
Libero, imprevedibile,
imprendibile.
Un re,
un ospite e un povero,
una creatura terrena,
un giusto;
il filo è l'amore per te,
e mi fido di te
che mi rispecchi il sole
- regina.
50. rofelle
La ruota del carro io sono,
ogn’uno sono io.
La luce è la natura
che in me genera e mostra
il cielo e la terra,
il giorno e la notte
ed ogni sua creatura;
in questo lumicino
la ruota del carro del sole
certa nelle tenebre
la luce del domani brilla
il flauto di Pan
non imitabile, il tutto.
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