la poesia

AL NORD III:II fucile e tenerezza, nascita

252. Rofelle     a Silvia Martufi

Qualcosa da dire perduto all’orizzonte.

Rofelle,
piccola valle raccolta nella mano del cuore:
per me, per te, per noi e per tutti noi
carro ruota del sole
piccolo villaggio stella collina… regina,
qualcosa da fare trovato all’orizzonte.


253. capanna

La rima più difficile, il focolare del cuore.

Due legnetti accesi,
due sedie
e un tavolo con poco:
lo sguardo nello sguardo e … un po’ d’amore;

il canestro di madre mia, natura.


254. canestro

La fortuna di esserci, tutta la roba mia.

In me raccolto ascolto te
roncola, vanga, falce fienaia,
pala per spulare il grano, lanterna e luce
e fede nel cammino.

Il focolare del cuore, tutta la roba tua.


255. lingua

Stella del nord,
rosa rossa fiorita di sole della candida neve di maggio,
in te mi ascolto.

Non più arco ma grano e granaio …
non più specchio ma sorgente dove
s’ascolta la voce d’una vita …
radura dove per vivere vive la gente è la mia lingua,
la tua terra …

e in te mi parlo.


256. lanterna

Io conforme a come tu mi vuoi
in te mi vedo
la mia coperta azzurra,
e vedo noi
il tuo celeste scialle trapuntato di stelle.

La mia vita terrena; te, tanto a me basta.


257. lucciola

Si deve sottostare.

Ognuno a te conforme
è una stella che sta con l’uragano
e tesse il tuo cammino.

La mia vita divina.


258. cuspide

Come tu porti me
io porto te.
Ognuno così lontano in noi così vicino.

Come io porto te tu porti me,
e ognuno noi viviamo.


259. giustizia

Non spirito, luce, trasparenza che arde.

Come non ci fossero più alberi
giustizia è la morte,
e la morte è una grande sconfitta per un piccolo uomo.

Non spirito, luce, trasparenza che abbaglia,
esatta, precisa, perfetta,
mente radicata
nella ruota del mondo,
un ginepro, un bosco, una radura,  un villaggio.


260. Emily

Io.
E’ semplice dire quando è facile fare albero luce, me.

Camminando nel tutto il paradiso è la vita
e lo vedi perché lo fai.
Per quanto riguarda l’America chiamatemi Emily.


261. stradello

Perfetto, condotto a termine il mio carattere,
me,

piccolo stradello grande quanto noi due me e te briciolina del vivere …
al nord,
esile strada che  s’inerpica, tartaglia, tace e s’ode la voce d’una terra
che ancora cammina: …
al nord,

nascita, meta, cammino e melagrana è il destino.


262. stella    
               a Clint Eastwood
di natale 2014

Sospeso fra il nulla e l’addio

lucciola nelle tenebre ancora me;
e il soffrire sublima la gioia fino a una stella:
Maggie,
e il cielo la compone in un frammento di un canto

eterno, per un attimo vivo.


263. Stella del Nord

Se la fede è tenace come la vita nel cuore
e se forte più della morte è nella vita l’amore,

balugina ancora –  una stella.


264. fuso

Il sentiero sale lo stradello che scende.

La vita nuova, sempre oltre passando …
Così presente a me
l’unica luce ancora sei te;
e ti sognavo un luogo e trovo un cammino.


265. stella   
     a Francesca e Francesco

La luce che mostra il segreto

è la stella che guida la vita continua,
il piccolo focolare
che arde ancora
me e te
per ancora non esplorarti sentieri del fuoco d’amore,

diviene.


266. lucciola

Mio padre il cielo.

Ho spento il sole, la luna e tutte le stelle,
e la mia luce sei te
vita mia chiara degli occhi del cuore nella mente.
Io scelgo la mia vita terrena mentre lei sceglie me,
vita mia sole, mia luna e mia stella; e il mio filo sei te
e solitaria nel cilestre fra le altre
una lucciola per un attimo … una stella.

Mia madre la terra.


267. diadema  
     a Elicura Chihuailaf, una stella

Mia terra,
mio sole, mia luna, mia stella così trasparente e pudica,

il cuore del fare è il sentiero che sale e scende l’espressione
che ti appartiene;
così improbabile, così imprevedibile, così imprendibile, così libero
il fare del cuore è un vivere
così gentile, così onesto e così fragile su un ritmo così inappuntabile,
ed un’armonia così indicibile e così rara e luminosa di api come lucciole
del cuore nella mente …

così diafana, così precisa, vera e così onorabile, così inappuntabile
le strade della terra sono il diadema che t’incorona regina,
le stelle.

 

268. ghianda

Cuore mio raro e solitario.
Vivo sconosciuto radicato nel cielo degli antichi cerri del bosco,
cresco con i rami dentro l’humus della terra,
le radici mi mostrano e le foglie mi nutrono. Finalmente ci sono.
Respiro l’aria che pulsa il cuore della terra,
l’italico azzurro di questo diafano e cilestre vento e chioma del bosco
antro della volpe sagace, voce prudente del tasso,
udito dell’acuta poiana e dello scricciolo canto.
Cuore mio solitario, cresco raccolto mentre ascolto il raro sentiero;

le voci alle spalle mi nutrono,
la foresta mi accoglie e l’armonia dei crinali dell’Alpe – protegge.


269. sentiero

Me e te.
Il sentiero si mostra prudente come un granaio nel canto di un coro
di voci che vanno nel diafano vento dell’oltre è sempre l’origine,
la rara impresa del cuore.

L’orizzonte è sempre il ritorno.


270. frottola

Sono tornato a te … regina
coronata d’echi di canti terreni d’antiche caverne celesti: il mondo sei.

Eretto, freccia scoccata dalla mano del cuore,
torto e ritorto nell’ombra del luminoso sentiero del bosco,
uno, parte, tutti, e ben radicato alla terra sorgente, ramo e radice,
scorrendo da me trovo il cammino mentre interrogo alberi, crinali e stelle;
e la voce del bosco ancora mormora: libero, te.
Ancora mormora te, divina; e il mondo sei
profumo d’antichi sussurri di cammini di stelle;
e ti canto perché mi canti nel bosco, fra i ranuncoli e nello stagno.
Sapessi almeno perché ti amo, vita mia così tua, così impossibile,
così inaccessibile, così inconfondibile e così esattamente flebile come me, [mia.

La poiana alta nel cielo canta dentro la terra un lombrico:
così semplice e così insperabile il flauto del miele della tua astuzia.
Un orso si lecca, una volpe sagace fra le frasche danza
e il cielo è il tuo alveare di stelle, regina


271. lucciola 
   a Thierry Fedon

Dov’è la patria sul crinale, fratelli?

Lucciola nelle tenebre, vita mia, in te credo e il tuo solco cammino.
Le ragioni dell’ombra sono antiche e profonde:
sgorga da me, dalla propria sorgente.
Morte, so che per me mai più ci sarà altra strada
che non sia il lavoro delle mie povere mani,
ma questo filo di luce è l’unica vita di me creatura terrena;
e lei esiste,  e tu no.
Lucciola nelle tenebre, vita mia, in te credo e le tue mani cammino.

La patria sul crinale: libero, a te appartengo.


272. ranuncolo

Fare del cuore me e te,
noi cuore del fare te e me, noi petali di sole,
noi ranuncolo.
Comunque sarei solamente tuo, amata e amore,
ma interamente a te mi dono: noi.

Omero è tanti cantastorie.


273.  chicco

Grazie alla vita il tempo germoglia dal caso dentro la terra
il tempo che oltre crea mentre distrugge
il tempo che distrugge mentre oltre crea la vita che svanendo nel tempo [rimane;
così dal caos del tempo la terra genera un fiore perenne nel tempo,
un poeta ogni volta nuovo: io.
Io non ti amo né ti odio, comunque ti amo; da sempre per sempre nel tempo
il carro del sole nevica diafana neve, candida, eterna primavera.

Sì è proprio così: io esisto nel tempo
un figlio del cielo e della terra che morendo nel tempo come un sole diviene
e rimane  fra le stelle una stella.


274. lanterna

Fino a che siamo vivi, viviamo.
Cos’è quella fievole luce che orienta e nelle tenebre guida
e passo dopo passo conduce il cammino?

Il cuore che dal nulla mi crea mentre oltre cammina
è amore che dal nulla mi crea il cammino del cuore;
vederti dall’estremo orizzonte è ancora sorgente di luce,
e vivo perché ti vedo
e vedo solamente tenebre  dove tu non sei, sei stata e sarai;

Sono nato per questo, muoio per questo e vivo per questo.


275. flauto

Amore crea e distrugge, così tutto diviene.

Il cuore pulsa nelle vene ere secondi di me e di te,
vivido e fievole baluginio di stella sentiero nel bosco del fare d’amore …
la ruota del carro del sole cerchio perfetto …
e così gira la ruota del tempo mai uguale a se stessa
e così per meno di un attimo tutti ciascuno uno
e il tempo che esistendo diviene è privo di tempo.

Il cuore è il tiranno perfetto che costringe all’amore.


276. frottola

Grato a tutte le voci alle mie spalle

finalmente io, completamente terreno,
così squisito, delizioso, sublime e divino giorno e notte
per un baluginio di secondo così intrecciati me e te una bubbola,
una frottola, una scarabattola,
una briciola, uno sberleffo, un filo
da ben prima d’Orfeo, passando per Lesbo e  Sirmione  …
un gusto, un profumo, un tatto, un tocco, una vibrazione solamente mia
d’esistere per meno d’un attimo libero
perché totalmente prigioniero – d’amore,

l’antro della voce d’Italia, le api nella mente di Giove
da ben prima anche di Giove: a noi appartengo.


277. chouchen

Ebbro di te.
Sfavillio di stelle nel diafano cielo fermentato di miele da meditazione, [mortale:
il sangue pulsa nelle vene ere secondi mentre crea e distrugge,
la duplice gobba dell’Alpe, dal caos il divenire di uno mortale, divino.

Grazie di avermi dato tanto.


278. funerale

Come si può vivere morti dentro la vita?
Morte, fabbro è il tuo funerale.

Luce nera del sole notturno, diafano fare cenerentola
regina d’onestà vestita,
un’era tramonti e il tempo mai tramontato sapiente risorgi
luce chiara del sole diurno.

Fresca come le chiare acque del ruscello
che variamente cantando amore ora scivola ora precipita a valle.
Cantando crei e nelle rive ti specchi e il paesaggio diviene.


279. neve

Notte che al tramonto nevichi dagli alberi sul crinale
bianca neve abbagliante,
giorno e notte è lo stesso.

Esiste la vita ed esiste la morte, e vita e morte è lo stesso.
Un paradiso è la vita.


280. lanterna

Perché mortale divino,

lo stesso amore crea per quanto ci siamo
e distrugge per quanto non ci siamo,

perché divino mortale.


281. voce

Di me, una foglia: in me t’illumini.
Io sono la luce per te e tu sei la voce che mi conduce il cammino
perché sei la voce che chiama il cammino.

E’ natura che genera, e oltre non si può andare.
Una foglia come una lucciola fra le lucciole, nel bosco.


282. fabbro

Ci sono.
Il caso è l’astuzia di natura,
e morire è vivere una volta ancora e per sempre totalmente mortale.
Sconosciuto fra la gente un fabbro
secondo la misura di natura e nulla più: il filo divino, la luce;
e se questo fosse anche appena solo di natura un balbettio
il merito sarebbe solo di fortuna.
Con la mano nella mano, totalmente grato, tutto me stesso a te affido
per come tutta te stessa a me affidi.
Radice, pianta, fiore e frutto, mela; e ti mordo e ti gusto – sublime.

Il bosco è la radura di luce di cui essere grati.


283. grazie

Con la mano nella mano.
Caos, caso e fortuna: preciso, secondo la misura, di natura.

Il primo raggio di sole è grazie alla vita di avermi dato tanto: io,
il mio cielo,  per la mia terra, …
il bosco radura dove alberi crescono
e nella brezza della luce canto capanne di frasche in coro danzano.


284. bubbola

Ce l’hai nel sangue per natura e cultura.

L’istinto ti guida, umano; ed esistendo divieni unico,
inimitabile né più né meno come tutti ciascuno, la terra,
il cuore che pulsa me e te, il sangue, il vento,
il richiamo vessillo della bubbola, il canto.

Ce  l’hai nel sangue
perché per quanto ti è concesso questo hai scelto.


285. gente

Anche per gli dei esiste la morte, sempre l’occasione per vivere
dove ci radichiamo
e divenendo voce d’amore esistiamo, magia irripetibile
nati perché generati
e vivi perché creando generiamo. Padri e madri,

sotto la terra l’albero mostra nelle radici i suoi rami nel cielo
e l’ultima morte è l’ultima occasione per vivere.


286. bandiere

Sotto terra l’albero nelle radici

è uno sventolio di bandiere, di rami
campane, scarabattole dispiegate all’orizzonte sul crinale
dove ci radichiamo e divenendo unici il tempo creiamo,
la strada e il corpo del fare eserciti di nazioni del cuore
dietro di noi e l’orizzonte di noi; ; me e te
ed ancora noi il cammino della ruota del carro del sole
mai uguale a se stesso, il cammino d’amore.

Sempre oltre anche uno di noi: dove uno termina nell’altro uno inizia.

 

287. vento

Sempre oltre la morte il filo di luce conduce la vita.

In voi nati prima di me  ascolto il vento,
la voce di quest’italica terra, me e te, il cuore che pulsa noi
la strada di ieri, l’origine meta, l’orizzonte che assenti
e presenti ancora conduce ogni passo il respiro del vento
di quest’italica terra, cielo, sole, notte, grano e granaio,

per la quale ringrazio voi prima di me, antenati.


288. favilla

Me e te. Guardare dentro l’origine,
aspettare prudente e fidente in attesa si mostri per custodire,
leggere per analogia e raccogliere per corrispondenza e relazione,
e fare con l’intuizione – del cuore.
Dei penati. Come sfavillio nel focolare l’origine oltre conduce la meta
e del paesaggio cenere rimane.


289. come nella cupola la ghianda

Grazie alla piccola ape e natura di melo
con i suoi tempi il fiore mela e seme matura,
se il caso concede la fortuna del melo la natura.
Ginepro sarebbe lo stesso, e corniolo, e quercia, e ape…
Natura d’artigiano minore mi piena
e una capanna di frasche nel querceto mi basta.

Mi tieni per un attimo come nella cupola la ghianda
e il tetto del crinale della terra è il cielo.


290. giuggiola

Me e te, entrambi come il cielo e la terra.

All’inizio alla porta ho bussato,
la tua voce mi ha aperto e me e te ho trovato.
Libero a noi sottostò e a voi prima di me, dei penati,  custodi
che parlate nel vento a chi ascolta il vento.

Padri e madri, a voi appartengo:
il mio piccolo altare nella parte più intima della mia capanna di frasche
– di quercia.


291. giuggiolo

Natura e fortuna.
Ogni merito è loro se oltre la morte
un caso di natura come un uomo cammina.
Oggi il vento mi porta questa foglia di sentiero
di giuggiola.


292. diamante

La trasparenza del vento, divino.

L’espressione crea e non toglie
e neppure aggiunge nel mentre traspare.
Chi vede ascolta mentre parla
e indovina attraverso ciò che  traspare
perché nel mentre è fare.

Mi raccolgo nel vento
e sempre oltre conduce il cammino, terreno.


293. una

Così squisitamente divino, e per questo mortale,
ombra di luce
tutto il passato in me in quel punto esatto dove divenendo esisto
così che giorno e notte più non sono
solo intimamente intrecciati come due dello stesso
ma luce dell’ombra  in ombra di luce.

Perché dovresti mancarmi
se comunque sono il tuo divenire mentre sei il mio apparire
così squisitamente mortale e per questo divino.


294. scricciolo

Sul tavolo, come sempre,
una mela …
nel focolare, come sempre,
una vita …
sul cimino, come sempre,
uno scricciolo:

oltre eterno mortale,
oltre mortale divino.


295. ruota

Regina,
la mano che  fila e che tesse la tela del canto è la stessa
che gira la ruota del carro del sole:

sempre oltre regina conduce.


296. ape

Un’ape, un essere ctonio a me fedele come te e me.

Indigeno, la tradizione; nomade, l’innovazione
per ritrovarci ancora a te fedeli come me e te.

Uno sciame nel solco, il tempo.


297. A Vitale da Bologna

Seme di nespola.
Uno per tutti, Vitale; tutti per uno, me.
In alto lombrico e in basso poiana,
uno scricciolo perché corrisponde.

Corona di nespola.


298. corniola      
a Marie Pierre e Jean Pierre

Preciso,
esatto per come esisto.

Presente e assente mi sazi e mi basti
come un’ape e un fiore, praticamente perfetto.
Oltre l’eterno,
ogni volta per sempre mi colmi
del canto dello scricciolo e della poiana il pianto.

Le mani degli alberi e la neve:
preciso, esatto per come esisti.


299. grato
        a Enca e Norbert

Natura di canestraio,
piccolo idillio.

Fiore, ape e frutto. Seme.
Perfetto.
Me e te è lo stesso fiocco di luce
di sole di neve.


300. prugnola
         a Thierry Fedon

Semplicemente pensare il fare dell’amore.

Come l’ape e il fiore
di ape in ape e di fiore in fiore
vita nostra signora
della tua grazia mi manchi e mi sazi.

Semplicemente fare il pensare dell’amore.


301. orciuolo
        a Massimo Carpinteri

 Cos’altro volere se
per quanto mi manchi per tanto mi sazi?

Ciò di cui mi nutri ti rendo, regina.
Per quanto mi sazi per tanto mi manchi ed oltre conduci;

più che ebbro, orciolo, fonte coronata di edera, coppa
e la luce dell’ombra è il filo divino.

 

302. sibilla

Dono e onore è morire,

sono arrivato nell’antro. Padri e madri.
Rispettiamo il mistero di un cielo così elevato e profondo.
Giorno e notte è lo stesso: memore;
e si nasce mentre si muore e si muore mentre si nasce
luce d’amore.

Morire è nascere grati alla voce d’Italia
e una campana di vetro è la patria.


303. candela

Sfavillio del focolare.
La chioma sono le radici;
ed ogni sole è una stella
piena di grazie alla vita
che ha dato tanto.

Le radici sono la chioma.


304. Io

Vita e morte

un’unica vita presente ed assente
che scorrendo rimane comunque porta del sole. Nevica
e le mani degli alberi sono le foglie luce d’amore
che scorrendo rimane
morte e vita in vita congiunte. Comunque amore.

L’ultimo dono ed onore sarà la mia ultima morte.


305. alveare

Armonia d’api,

ognuna diviene perfetta come all’amore risponde.
Né grande né piccolo, di anno in anno
cresce la sua natura il melo
e il fiore mela matura con le stagioni;
e come lui il ginepro, il nespolo, il corniolo …,
giochi che sempre oltre amore conduce
secondo di entrambi la natura.
Ognuno diviene perfetto come all’amata risponde.

La mela matura affinché un seme rimanga.


306. miele 
   a Gianni Savorelli

Com’ape e fiore,

grato a tutti voi
amanti innamorati, idilli,
verde pascolo di
ogni stagione  è un’ape e un fiore.


307. mistero

Il filo è la luce,
è la voce che apre da oltre il muro la porta:
per come la cerco incontro a me viene
invitandomi viene
e sempre oltre il muro seguire la voce  conduce.

Vedo di non vedere, la prima luce sono le tenebre.
Ci manchiamo assieme;
ci cerchiamo assieme;
e nella luce della parola della voce ci troviamo assieme.


308.  specchio

La luce della voce, me e te.
Trasparente come un diamante, puro.

Cammino d’amore nella natura del mistero
è ombra di luce,
così appartato sentiero, così ascolto  dimenticato,
così prezioso fare come la vita che respiro
radura di luce, … un enigma, nella foresta.
Un minuscolo orto è un giardino e un paradiso è la vita;
e la luce che guida il sentiero sei te che traspari
in me che nella luce dell’ombra ti trova
ombra di luce.

Per quanto a te non rinuncio per tanto ci sei
e la voce della luce tu sei.


309.  bacio

Per quanto mi dono per tanto ti doni,
secondo di entrambi la natura.

Perché dire che siamo due
quando nella vita siamo sempre solamente uno?


310. prato     
a Francesco e Francesca

Siamo due e siamo uno.

Porta chiusa per sempre mille ne apre;
il cuore sceglie una, per sempre,
mentre te scegli uno
e porta una volta chiusa per sempre non si riapre.

Litigi di amanti, dopo, il cuore sa risolvere.


311. ape
    a Luca Tufano

Non dice e neppure accenna, traspare.

Ognuno è perfetto come all’amore risponde;
e fiore, frutto e seme è lo stesso.

Anche ape è lo stesso.


312 ghianda

La parola del silenzio è la voce
e come la voce parla il mondo diviene.
L’orizzonte è la mia natura di ghianda, il mio destino
e danzo con piede di capra
sulla cresta del cimino dell’onda del crinale del tempo.
Nato da amore perché generato,
vivo quello che una ghianda è e nella quercia diviene;
e poi una ghianda alla terra ritorno

e così sacro secondo natura rimango.