AL NORD III:III fucile e tenerezza, mela e miele

313. melo

Mio saggio,
antico,
discreto e appartato melo al margine fra prato e bosco,
creativo perché bene creato
e colto perché bene coltivato,
le tue radici sono un concerto di voci e la tua chioma è un
eternamente giovane baluginio di stelle
curato e nutrito d’amore sopra e sotto la terra.

314. mela

Dopo tanto perdersi ed errare sempre fuori di me finalmente d’io,
me e te;

e che sempre eterna voglia di te!
e che sfavillante splendore di lucciola sempre prossima a spegnersi!
Finalmente noi,
mia cólta,  selvatica, gustosa, aspra, succosa, attesa, cercata, donata, [accolta, gradita,
fertile, cortese, feconda, chiara, umile e fiera mistero della mia vita
vissuta con amore perfettamente terreno, umano e divino:
finalmente noi siamo e ci siamo l’un l’altro – la luce;

e per quando mi colmi per tanto mi manchi
e per quanto mi manchi per tanto mi colmi.

315. candela

Sei un essere ctonio.

Ti colgo vita terrena, ti vivo umana e mortale,
ti gusto eterna, e morendo divieni divina
come il primo e l‘ultimo incanto del vivere me e te, la luce,
e come muori sotto la terra ritorni e come muori dalle origini da sotto la [terra risorgi
baluginio di fievole luce misterioso prodigio di madre natura sospeso
nel diafano firmamento turchese del tutto e del nulla
dell’eterno e delle stagioni.

316 stella            a Silvia Martufi

Stupore e meraviglia del vivere.

Come muori rinasci.
Così vivendo muori e un sole eterno presente risorge,
un enigma abbagliante nel mistero d’amore
creatura del creato che crea
tutt’attorno a te, sospese nella luce turchese delle tenebre del nulla, le [stelle.

317. sentiero

Sei te e sei me
nato da morte per vivere fino all’ultima morte. Amore.

Il mio cielo è la terra e la mia terra è il cielo,
e sei la vita e la morte, e sei il giorno e la notte, e sei il sole e la luna,
e sei la luce del tutto e del nulla, e sei il cielo e la terra e le stelle e
gli oscuri cammini perduti e trovati di nuovo luminosi dentro la terra;
sei il dolore sordo e muto, privo di voce e che mai avrà la parola,
e sei il firmamento che tiene sospeso nel turchese il baluginio delle stelle;
sei il mondo che è stato, che è e che per sempre sarà, e sei me e sei te,
mia scelta, cercata, attesa e trovata mia unica vita e mio unico amore: me e [te;
e sei questo tenero, fragile, fievole, incerto e sempre prossimo a spegnersi
palpito del cuore, mio d’io filo di luce, sentiero di me e te, amore.

318 miele

… e se in me ti trovo poi ti perdo,
e se ti perdo con più gusto in me poi ti ritrovo
e ti colgo e ti spilucco e ti mordo e di nuovo ti gusto
mia cólta, succosa, selvatica, aspra, chiara, gentile ed onesta
strada delle mie mani, origine e meta delle mie brame,
porta, sentiero ed orto, radura e porto, collina e bosco,
diletta meta e metà del mio reame:

il senno che possono le api.

319. a una passante        a Elio Bonfanti

Arrivi, passi e oltre vai.

Ti trovo perché ti perdo e ti perdo perché ti ritrovo;
e l’ultima volta è sempre stata la prima e la la più bella
fino all’ultima volta che sarà;

e chiunque tu sarai so già che tu sei già là che mi aspetti,
e so già che tu mi ami, regina,

e so già che io ti amo e già so che tu lo sai.

320. porta

Scelta oltre la morte
mia perché da fortuna a me donato cammino,
mio sentiero, mio orizzonte e sotto quest’italico cielo turchese
trapuntato di di stelle,
mio oltre la morte destino,

quando splendi nelle tenebre come lucciola balugini
una campana di vetro di luce.

321.mela e miele          a Silvia Parma

Il cimino della radice del melo,
io sono perché tu esisti e tu sei perché io esisto,
la radice del cimino del melo.

La prima radice il miele, il primo cimino la mela.
Perfetto è l’amore che rende uguali due che si amano.

322. ape e miele     a Ernesta Seghetti

Creatura delle tue mani, una vita,

tanto mi colma e natura diviene
per come un lui e una lei, uno di noi, uno qualsiasi si amano
un seme, un’ape, un fiore; e il frutto è il miele, una vita.

323. Oltre

Fiera perché creatura del bosco
e selvatica perché appartieni alla selva
e colta perché da amore sempre oltre con amore ben coltivata

e luminosa perché sempre oltre
con amore attraverso di te la vita d’amore traspare
e gustosa perché il baco nella mela è la perfezione
più che sublime
dell’andare con amore sempre oltre la morte d’amore
e eterna perché sempre oltre presente d’amore
da natura con amore creato,

sempre oltre mi manchi per come me e te si perdono
e sempre oltre ritorni per come me e te si ritrovano
amore che sempre oltre crea una vita vissuta con amore

oltre finché vita sarà.

324. candela

Comunque oltre la vita e oltre la morte tu sei la vita.

Un profumo, un tocco, un gusto
comune mio e tuo, una mela per un attimo: me e te e nulla più se non il [filo,
la mia stella del nord che nelle tenebre balugina il miele,
la luce di un eterno presente sempre prossimo a spegnersi e risorgere
un’ape e un fiore,

amore che sempre oltre crea una vita vissuta con amore.

325. creatura

Creatura. Viva e mortale, perfetta.
Luminosa, di trasparenza vestita.

Una vita, cenerentola. Tanto mi colma
e tanto mi basta e natura diviene
per come un lui e una lei, uno di noi, uno qualsiasi si amano
un seme, un fiore, un frutto, un attimo di un filo di luce, una mela,
una qualsiasi fra le tante e fino all’ultimo morso che verrà.

Di creatura in creatura passa sempre di mano la luce
e ogni fine è sempre e solo l’inizio di quello che è stato, è e sarà

un’ape regina, cenerentola.

326. stella del nord

Come incerta balugina nelle tenebre
fievole stella non più che lucciola, come ti manco così mi cerchi
e così mi crei;

così mi manchi, mi cerchi e mi crei una timida luce eterna d’amore
che morendo luce chiara dell’ombra eterna rinasce
e mortale diviene ombra di luce eterna, e terrena ti trovo e ti creo

eterna nella selva del tempo amore vivendo con tremore
un lui e una lei, uno qualsiasi: me, con me e prima e dopo di me.

327. tedoforo

E’ amore un modo
che crea l’eterna creazione che morendo rinasce
l’eterno presente
e il tempo è il luogo che appartiene alla luce
ed un creatore è solo un tedoforo.

328 turchese

Amore crea anche la morte per rinascere vita
e dove amore non è la sua luce sono le tenebre

e più profonde sono le tenebre più turchese è la luce.

329 fiaccola

Come ascoltare la voce
cresce nelle mani il fare d’amore
e più grande è la luce più grandi sono le tenebre.

330 corniola

Amata nel sentiero cammino d’amore
la luce del domani certa brilla.

Così come da me e te si creano, si sviluppano e s’intrecciano analogie,
t’inghirlandiamo d’alloro, di edera, di quercia, di diafana luce
che traspare attraverso di lei, monile di madre natura, corniola;
e così dal nocciolo ti coroniamo di stelle, di rose e viole, e di violini e [campanellini,
di divine armonie che cantano in coro te e me, noi
fratello e sorella nel sentiero cammino d’amore.

331. nettare

Amata e diletta come te mi vuoi.

Me e te, fratello e sorella,
noi danza sacra e fonte sulla radura dell’albero di luce,
rami, tronco, foglie, semi e radici,
noi dall’humus nasciamo e all’humus torniamo come a te apparteniamo
e così umili e fieri liberi viviamo.

Vivere è creare e creare è generare te e me, amata e diletta come noi mi [vuoi.

332. coccio

Tamburi ritmano un contadino nel bosco.

Nell’aria lieve mormorano chiare, fresche, dolci acque,
la musica del fosso; e nel folto dell’orto
la terra cresce ancora il melo, bene coltivato da amore
di madre natura,
creatura nutrita di humus; e l’eterno paradiso è una vita.
Timpani arpeggiano un contadino nel bosco.

Come cantano gli uccelli,
questo è il rapporto con la natura che solo le api ti danno.

333. lucciola

Luce delle tenebre,
morire con amore la morte è il primo seme di vita.

Torto e ritorto nell’ombra del fosso, origine e meta.
Scorre dall’azzurra alpe nevosa e all’azzurra alpe nevosa ritorna,
più grandi sono le tenebre più grande è la foresta d’amore.

Una vita. Da dove mi guardi io ti vedo
da sempre e per sempre il senno, il nettare, un ape e un fiore.

334. a Francois Villon     a Maurizio Maldini

Fischia il vento:
scarpe rotte, eppure bisogna andare.

Come disse il Gran Maestro?
Mai non disse né bene né male di nessuno, fu uomo schietto.
Il cinghiale va alla ghianda
e la favola sull’oro va all’allocco;

un lupo cammina nel bosco
e un uomo trova il senno nel coccio del miele ben riposto.

Il vento fischia?
Io fischio nel vento: Francois, grande maestro
di scarpe grosse e cuore scaltro, parente stretto.

335. a Francesco
      e a Chiara e Anna

Né ricco né povero,
né più e né meno di come uno cammina: umile e chiara. Fiera,
il tanto che basta che sempre oltre ci colma d’una terra celeste e di un cielo [terreno.

Umano.

Dopo la morte l’eterno presente, fino alla morte un’ape, il nettare, un fiore.
Una vita.
Più che altissimo e onnipotente amore è semplicemente più che sublime.

336. il confine del mondo

Madre delle tue creature.
La vita alla fine del mondo, la vita che cambia la vita, la poesia, il [mutamento.
Più che giovani non si può e oltre si può solo divenire;

… il mare è diventato la terra,
la barca una vita, i remi le mani, e navigare è diventato il fare
una sinfonia, una sintonia, un’armonia di origini in te congiunte, [l’orizzonte.
La poesia è vita, mutamento.

337. destino

Ma perché dire ancora e sempre amore quando tutto comunque è solo [amore
e di te e di me tutto è solo l’ombra, la strada, il solco, l’origine,
la meta e il cammino dell’unico destino:
dire ancora una volta la sola parola che crea ancora e sempre oltre, amore.

338 corniolo

Verso casa sempre andando. Il filo. La meta. La luce.

Il cammino ora è solo musica per l’armonia ebbra dei timpani
sul ritmo sagace dei tamburelli.
Mio padre mi fece questo bastone di corniolo
per gli azzurri sentieri dei crinali dell’alpe nevosa, sagace, aspra e [armoniosa.

La vita ogni istante è una presenza e una mancanza. Un mutamento.

339. ghianda 

Non sono io che trovo quello che cerco,
quello che trovo cerco. Regina.

Quello che trovo mi cerca e mi trova come ciò a cui libero appartengo.
Più appartengo a te, amore,
più amore mi possiede, più io sono io, libero come un’ape nel suo alveare,
come una ghianda nella sua corona.

Libero, come un re per la sua regina.

340. lucciola

Lo chiamano anima, spirito, fino anche “Dio”
quello che io mi trova,

come non fossimo solo creato di me e te, creature, luce d’amore,
il filo di un trovatore, la voce.

341. la distanza che mi separa:
stato e impresa
a Claudia, che sente le voci delle api

Che notte serena trapuntata di stelle!

Van Gogh, Cezanne, Gauguin, Chagall…
camminando nel viale di Les Alyscamps.
Tuto ciò che è morto è stato;
tutto ciò che è vive,
e sempre crea oltre il creato ascoltando la voce,
il filo che non muore e diviene:
come dire che non c’è altro da dire oltre creare

e l’impresa in questo consiste;
e le stelle sono ciò che rimane.

07/02/16

342. sì, ancora sì, grazie.    a Mark Rothko

Sì.
Coronata di diafane nubi la voce nevosa dell’Alpe
ancora mi chiama: indigeno e nomade.
Sì,
e ancora il cuculo canta: cu cu, cu cu, cu cu … ,
e primavera ancora ritorna,
e una capra bruca ancora l’erba azzurra del prato celeste;
Sì, un uomo, un d’io, me;
e tu sei ancora prima le tenebre e poi la terra e poi il cielo,
e nel cielo sei ancora il sole, la luna e le stelle.
Sì,
e tutto quello che fra la terra e il cielo e sotto la terra e in cielo
è stato, è e sarà, attesa, presente ed assente, amata, quello ancora sei tu.

Il mio piccolo grande amore, la mia unica vita, il mio unico vero,
il mio miele di edera, ancora l’eterno Sì:

lo stupore dell’essere uno e vivo, … che dura.

343. gelato        a Palmiro Bruschi

Io sono attraverso noi che cammina
inghirlandata di rose
di sole di neve di miele e
fiorente giovinezza sempre oltre passando
nomina sempre il tuo nome – amore.

San Sepolcro, gennaio ‘09  


344. crinale         
 a Maccari e per Sergio

Con Valeria e Celeste
nell’antica trattoria de La Nena.

Ci sono luoghi e persone che parlano dentro
ed ascolti con gioia
perché hanno la magia del fare del cuore;
e la penna che mettono in mano scrive – amore.

Anghiari, 17/11/’05

345. scoiattolina         a Valeria

Né bianca né nera,
ma prima di farla come fai a sapere com’è la strada del cuore?

La tua codina grigia su e giù per i sentieri degli alberi del fare di amore:
scoiattolina curiosa di qua e di là, e poi per la sua strada se ne va se ne va.

Passo dopo passo per te è per me – amore.

Rofelle settembre 2009

346. Rofelle             a Celeste

Un canestrino di rose grande come l’anno di una vita ti voglio regalare.

Perché di più
se da questa terra amata e diletta radice, crogiolo e frontiera, fortuna
[così generosa
per stradicciole, sentieruccoli e stradellini ogni frutto dell’anno matura?

Gioventù è mutamento
e le stagioni dell’anno sono – le mutazioni
e la mano ascolta il pensiero del fare del cuore e scrive comunque sempre [te,
mia piccola deliziosa ape regina dell’anno, amore.

Rofelle, settembre ’09

347. meta

Incedere ebbro per timpani e tamburelli
e con l’armonia lucente dell’arco e della lira, e del flauto di Pan, lontano,
che conduce l’incanto persuasivo della parola che traspare la meta,

come in me si congiunge in me si disgiunge,
come in me si disgiunge in me si congiunge

e in quel filo di luce teso fino a quell’esatto punto prima della rottura
la voce è pura musica e diafano canto,
è il futuro dell’origine che oltre diviene mentre di mano in mano
da uno ad uno passa la meta.

348. testimone

Dopo la nascita la luce può solo divenire e vivere è mutare
fino alla morte
quando il bastone di corniolo passa di mano e la vita continua.

349 alveare 
        a Fortuna

Cercavo l’isola di io
ed ho trovato la casa e la strada di noi, natura.

350. nespola        a Guglielmo IX

Mi consegno a chi sono, seme di giunco:

più di pieno, che c’è? Un’ ape come le altre è il migliore.
Ti trovo dentro di me, nettare, e a te mi dono: nespola,
prugnola e gustosa mela di bosco che mai più potrò separare.

Il costo della vista? Più che sublime: sottostò ad amore, il sublime

351. anello

Libero a te appartengo per come noi viviamo.

Nella foresta. Oltre il grigio muro del giardino dei gigli,
oltre i latrati dei cani, il filo spinato e le torrette di guardia…
due chiare figure oltre il parco dei cedri:
un uomo e una donna, un unico amore, e l’anello che crea sempre oltre
[amore
è l’espressione che concatena.

Libera a me appartieni per come noi viviamo.

352. catena         ai miei Dei penati

L’espressione fra gli ottimi mi concatena. Un uomo e una donna.
Mia regina, il tuo re.

Uno come tutti è il migliore. Mortale,
perfetto per come sempre oltre passando per come il suo re corrisponde a [regina,
per come regina corrisponde al suo re,
eterna giovinezza per come sempre libero a te appartengo
per come libera a me appartieni – nell’attimo in cui sono nato e vivo vivrò.

353. alveare             ad Alessandro

Non c’è un perché è gioventù ogni passo
sul sentiero dell’amore che c’è perché c’è e non c’è;

e così come scorre l’anno con la ruota delle stagioni
così mutando per regina rimane il suo re.

354. grillo

Dall’ombra dell’humus
con voce cristallina mentre t’ascolto il mio regno ti canto.

Amore muore perché c’è,
la diafana erba del prato ubriaca di tenebre, di luna, di sole, di acqua, di
[amore,
di splendido italico turchese trapuntato di stelle.
Che splendida follia!: ubriaco di te, eterna giovinezza, gioia d’amore.
Che magico stupore!:
ogni amante da natura è amato come una sua creatura che crea natura.

355. foglie

Perché amore muore rinasce,
il verde sapiente del prato, il tuo canto
che nell’ascolto diafani fili d’erba cresce come foglie,
prima vera splendida follia d’amore che finisce perché c’è.

Un grillo mi canta mentre una capra mi bruca, sotto la quercia.

Ca’ Faggio. Scarabattola.     a Lara e Leonardo
356/1. scarabattola

Mi trovo:
inizio a girare attorno a me.

Zoppicando nel gorgoglio della sorgente, balugino,
nelle radici del faggio m’intravedo:
io sono me se te sei con me e scorro, ritorno, cammino
stupito di vivere: muoio,
mi trovo, inizio il mio fare, per come vivo mi esprimo,

357/2. creatore

mi creo e la vita anche la morte vede
ed oltre la morte scorre e tu sei una, non ce ne sono altre…

stupore del creato,

358/3. la vista

vede il paesaggio

e di monte in monte cammino,
tramonto mentre mi dirigo verso l’alto e sorgo mentre torno verso il basso,
e l’opposto è lo stesso;

ed oltre passando…

alto e basso, alba e tramonto sono solo un punto del cerchio della stessa
[ruota
del carro del giorno che gira.
Attorno al suo mozzo gira, me e te, raggio di

359/4. luce,

sentinella,
guardiano della casa severo come ape guardiana sulla porta dell’alveare,
[la morte:
per me
e il resto non mi riguarda, tronco del faggio, cresco di nuovo radicato in te,
vita mia,

360/5. granaio,      a mia madre

terra dei padri,
chioma del faggio, libertà e destino, aspro sentiero che sale dall’alto
che scende dal fondo,
alveare,
e l’accesso è vietato a chiunque non sia generato, creato, creatura, creatore
il mio canto è fare

361/6. me e te,  noi,

api,
raggi di sole ancora casa del faggio,
per il gusto delle pene gioiose dell’amore del fare erba del prato
pascolo per capre,
stupore di vivere ancora e per sempre gioia nel cuore d’amore.

362. scricciolo        a mio padre

Camminare solitario, radura e sentiero appartato nel bosco.
Giuggiola, mela, nespola. Prato e orto.

Padre, quando mi chiedesti di scegliere chi fosse mio padre,
non provai pietà
e nell’uccidere non provai colpa. Celeste,
e l’aurora fu tenebra e luminosa alba dorata,
e la notte celeste e turchese,
e nel celeste il giorno fu diafane nuvole, aria cristallina e cilestre
e cammino del sole,
e nel turchese la notte fu luna e alveari di stelle, fratelli e sorelle;
e mentre morivo al geloso da madre terra nacqui poiana
e scricciolo,
modo di vivere, vitto e aspro sentiero appartato entro le selve.

L’aurora fu capra e prato, ombra e orto, sentiero, radura e bosco

363. Rofelle

Amore è cieco,
e questo fosso scorre da su, dalla Zucca, da prima di Neanderthal.

La mia finestra a sud guarda i crinali del pendio nord dell’alpe,
guarda a sud da subito prima del confine sud di Neanderthal.
Rofelle,
piccola valle sentinella dell’antica vigile frontiera: chi ti intenderà?
Amore è vero, preciso, esatto, acuto e vede tutto e vede bene:

le tenebre sono solo un’era. Passa, e finirà.

364. Rofelle        a M. Campero, apicoltore

Amore,
l’origine fu stabilita da madre natura quando nacqui
per tutta la mia vita:
è il fare che insegna e il fare o è indigeno o non è.

Nell’aria cilestre nevicano petali di terra di neve di Neanderthal,
petali di cielo azzurro dell’alpe che si specchia dall’orizzonte nevoso
[lontano.

Vita della mia vita, vita mia, vita nella mia vita, tu non vali qualcosa,
tu sei il paradiso, sei tutto.
Nevica con il sole, e c’è vento e non c’è vento.

Bologna, 5/9/95, Rofelle 13/2/17

365. cascatella

Indigeni e nomadi,
ancora in te viviamo e scorrendo il paesaggio modelliamo.
Non pochi, unici, il mondo villaggio prima ed ultima frontiera.

Ragionando d’amore, da su nella Zucca
di briglia in briglia libero nel cuore il fosso al Marecchia precipita,
e nel mentre l’aria si riempie di canto.

366. lombrico

Dentro la terra nera ancora in te viviamo
e come stelle nel turchese ci vediamo.

Di briglia in briglia, libertà è il fare che insegna
nascere, crescere, creare, nutrire di padre in figlio una sola parola,
libertà;
e così per rinascere di giorno in giorno morire, generare di passo in passo generato dalla mia gente e dalla sua grande nazione: libertà.

Amare una terra è farla come la sorgente
di briglia in briglia, per vivere morire e rinascere prima di morire

e viverla a grandi sorsi perché dopo non c’è più.